La genesi del progetto Benessere e spiritualità – Orto-Giardino Laudato si’, finanziato dal PNRR
Intervista a padre Guidalberto Bormolini
Come è nato il progetto Benessere e spiritualità – Orto-Giardino Laudato si’?
L’idea meravigliosa di base è quella di un parco in cui la natura cura le persone e le persone si curano della natura, in cui la cura integrale di corpo psiche e spirito nasce da una storia antica, dall’archetipo monastico. Quindi alla base del piano c’è un’idea antica che è all’origine stessa della ricerca umana: tutti coloro che cercano il senso della vita inevitabilmente si incontrano con altre persone che hanno lo stesso sogno e questo è successo quando la comunità della Villa del Palco ha incontrato quella che poi è diventata un’amica e anche un membro della famiglia: Grazia Francescato. L’incontro tra la lunga esperienza di impegno sociale di uno degli spiriti più profetici dell’ecologismo italiano, Grazia Francescato, e della comunità dei Ricostruttori della Villa del Palco, ha fatto nascere quest’idea di chiedere alla natura stessa di indicarci una via.
Questo sembra rispondere al bisogno dei tempi. Da sempre la natura è curativa e ha una forza trasformativa enorme. C’è un mito molto affascinante che si ripete in varie forme in diverse tradizioni che, nella versione biblica, narra di un re che governando con prepotenza e non usando il suo potere al servizio degli altri fu condannato a vivere un periodo selvaggio nella natura. La natura, quindi, diventa una condizione in cui viene immerso per ritornare in un’armonia di rispetto e sintonia con tutti gli altri esseri viventi. Soltanto quando avrà imparato dalla natura potrà tornare a governare.
Questo sogno antico ha ritrovato una scintilla di realizzazione in questo incontro, ma aveva bisogno anche di poter diventare uno strumento pratico e poter essere raggiunto attraverso strumenti operativi: qui è stata fondamentale la figura di Vincenzo Pitone che con la sua esperienza ha avuto il coraggio di osare qualcosa di più affinché il progetto potesse realizzarsi.
Come si è trasformato in realtà questo sogno?
Questo sogno si è trasformato in realtà in modo sorprendente quando le competenze e l’alta professionalità di Vincenzo Pitone e la grande forza ispiratrice di Grazia Francescato si sono uniti nel tentare di cercare un sostegno consistente che costituisce quella parte concreta che è indispensabile nella realizzazione di sogni come questo.
È proprio da quell’incontro che è partita l’idea di partecipare a un bando pubblico (PNRR). I bandi sono difficili, impegnativi come scalare una montagna, ma proprio per questo danno la soddisfazione, una volta raggiunta la meta, di aver fatto una grande impresa.
Quali sono stati gli ostacoli alla sua realizzazione?
Proprio sulla base di quanto appena detto gli ostacoli incontrati lungo il percorso sono strati soprattutto di tipo tecnico e il dover competere con altri progetti e la loro eventuale rilevanza maggiore a quella del nostro progetto.
Provvidenzialmente – diremo noi come monaci, ma ognuno lo leggerà poi con la propria chiave interpretativa – nel giorno in cui si festeggiava il nostro protettore ci è stato annunciato che il nostro progetto era stato scelto.
Sicuramente ci sono state molte altre difficoltà come lo scontrarsi con il mondo dell’imprenditoria, del denaro, delle banche, dei finanziamenti e dei tecnici che fanno fatica a incarnare un sogno che vuole essere grandioso. Questo quotidianamente ha comportato una grande fatica operativa necessaria per concretizzare qualcosa di grande. Infatti, così come la strada verso l’infinito è fatta di un primo passo, quella verso questo sogno è fatta di un primo passo che è attraversare questo bando con anche tutte le sue insidie e fatiche che ci fanno intravedere la realizzabilità di qualcosa che può essere veramente un grande contributo al bene comune.
Il titolo del progetto è Benessere e spiritualità – Orto-Giardino Laudato si’. Un titolo che racchiude in sé tutto quanto è e aspira a realizzare il progetto…
Benessere e spiritualità è proprio il titolo più azzeccato per questo progetto perché noi siamo la civiltà chiamata del benessere, ma anche del tanto avere che si occupa poco in realtà del benessere. Non si può stare bene se non si è essere integrali: come affermano i più grandi documenti della cura (fino all’Organizzazione Mondiale della Sanità) siamo fatti di corpo, psiche e spirito. Quindi, abbiamo bisogno di ricucire l’interezza della persona perché saziarla solo di bisogni materiali finisce solo per dare una parvenza di sazietà quando in realtà la sete non è calmata.
Questo titolo ci indica qualcosa di grande, di alto e proprio per questo lo rende significativo. È importante capire che le nostre sole forze non bastano: gli antichi, in modo molto immediato, percepivano queste vertiginose altezze sopra di sé e si sono rivolti sempre verso l’alto, spesso verso il sole. Noi abbiamo profanato e tradito il dono incessante che la natura ci fa e che ci dimostra che chi ha creato tutto lo ha fatto con una dinamica di dono.
Difficoltà che abbiamo avuto anche nel percorso stesso di realizzazione del progetto perché si è dovuti passare attraverso le competenze tecniche e professionali che sono faticose, ma anche in questo c’è stata la sfida di non gettare la spugna, di capire che c’è sempre qualcosa di più grande di noi e attingere a questa luce celeste e scoprire che ci sono sorgenti di vita inesauribili che se noi teniamo libera la coppa del nostro cuore possono riempirla fino a traboccare. Ed è talmente sovrabbondante che la grettezza e l’egoismo di chi è attaccato solo al denaro e all’utile rivelano che c’è un’altra ricchezza molto più importante la cui sovrabbondanza diventa gioia quando è comunione e condivisione. Quando la coppa del nostro cuore è piena perché sprecarla e non chiamare tutti a porgere la coppa del proprio cuore ferito, quindi aperto, per bere a questa sorgente? Questa sorgente vogliamo che sgorghi dall’Orto-Giardino Laudato si’ della Villa
del Palco e da tutti i registi di questa operazione come Grazia Francescato, Vincenzo Pitone e don Matteo Pedrini e tanti altri che scopriranno, vedendo sgorgare questa sorgente, che potevano sognare qualcosa di più di quanto hanno sognato fino a oggi.
È così sovrabbondante che sarà un giardino di festa: ce n’è per tutti, ce n’è all’infinito.
Interventi previsti
Il PNRR della Villa del Palco prevede interventi su:
- Recupero del giardino storico all’italiana;
- Inserimento di piante erbacee e microstrutture per il ricovero invernale a tutela di microfauna ed entomofauna;
- Riordino dell’oliveta e inserimento di nuovi olivi;
- Realizzazione di un frutteto diffuso con 48 alberi da frutto;
- Monitoraggio del bosco e l’arbusteto per evitare caduta di rami e prevenire attacchi di patogeni;
- Allestimento di un’area di 300 mq per l’orto bioattivo che mira a massimizzare la qualità e la resa dei prodotti agricoli coltivati su un terreno rialzato in cassoni;
- Inserimento di attrezzature per l’apicultura e la smielatura in convenzione con personale esperto del settore;
- Sistemazione e messa in sicurezza delle vasche di raccolta d’acqua presenti nel parco;
- Naturalizzazione della vasca più grande che verrà trasformata in un biolago;
- Canalizzazione della sorgente nei pressi della Villa del Palco e implementazione del sistema di raccolta delle acque piovane all’interno di una cisterna;
- Rifacimento degli antichi muri a secco e costruzione di una pista ciclopedonale;
- Inserimento di colonnine con qr-code lungo il percorso per spiegare le specie vegetali che si incontrano;
- Inserimento del giardino all’interno di itinerari culturali e cammini della provincia di Prato;
- Coinvolgimento delle scuole per lezioni legate all’ambiente e all’ecologia.
Il progetto ha ottenuto i fondi del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza).
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